Buon Natale Francesco!

Al ritmo di "1, 2, 3, 4, 5, 6...ciao!" i bambini e i ragazzi dell'Acr hanno accolto festosamente Papa Francesco nella Sala del Concistoro del Palazzo Vaticano per i consueti auguri di Buon Natale. Il familiare "buongiorno" del Papa, come un nonno che saluta i suoi nipotini, ha sciolto l'emozione per la trepidante attesa. "Nella Chiesa dobbiamo essere pietre vive unite a Gesù", ha detto con forza il Santo Padre. "Il Natale - ha continuato - è la festa della presenza di Dio che viene in mezzo a noi per salvarci. La nascita di Gesù non è una favola! È una storia realmente accaduta, a Betlemme, duemila anni fa". 

Poi il richiamo alla semplicità e all'umiltà: "Nel volto del piccolo Gesù contempliamo il volto di Dio, che non si rivela nella forza, nella potenza, ma nella debolezza e nella fragilità di un neonato". Papa Francesco ha voluto sensibilizzare anche i bambini all'attenzione verso gli ultimi: "Insieme a tanti papà e mamme che si affaticano ogni giorno affrontando parecchi sacrifici; insieme ai piccoli, ai malati, ai poveri facciamo festa, perchè è la festa dell'incontro di Dio con noi in Gesù".

"Il Natale - ha detto il Pontefice - è proprio la festa della presenza di Dio che viene in mezzo a noi per salvarci. La nascita di Gesù non è una favola! È una storia realmente accaduta, a Betlemme, duemila anni fa. La fede ci fa riconoscere in quel Bambino, nato da Maria Vergine, il vero Figlio di Dio, che per amore nostro si è fatto uomo. Nel volto del piccolo Gesù contempliamo il volto di Dio, che non si rivela nella forza, nella potenza, ma nella debolezza e nella fragilità di un neonato. Così è il nostro Dio, si avvicina tanto, in un bambino. Questo Bambino - ha ricordato il Papa - mostra la fedeltà e la tenerezza dell’amore sconfinato con cui Dio circonda ciascuno di noi. Per questo facciamo festa a Natale, rivivendo la stessa esperienza dei pastori di Betlemme. Insieme a tanti papà e mamme che si affaticano ogni giorno affrontando parecchi sacrifici; insieme ai piccoli, ai malati, ai poveri facciamo festa, per chè è la festa dell'incontro di Dio con noi in Gesù".

"Cari ragazzi, Gesù vi vuole bene, vuole essere vostro amico; vuole essere amico di tutti i ragazzi! Siete convinti di questo? (...) Bene! Se ne siete convinti, sicuramente saprete trasmettere la gioia di questa amicizia dappertutto: a casa, in parrocchia, a scuola, con gli amici... (...) E con i nemici, con quelli che non ci vogliono bene? Cosa si deve fare? (...) Fare la guerra? (...) Ecco. pregare per loro" perché siano vicino a Gesù (...) E saprete testimoniarlo comportandovi da veri cristiani: pronti a dare una mano a chi ha bisogno. E se quello che non ti vuole bene ha bisogno di qualcosa, tu gli darai una mano? (...) Senza giudicare gli altri, senza parlare male - ha concluso il Pontefice - Èbrutta la gente che parla male degli altri. Le chiacchiere sono cristiane o no? No! Chiacchierare è una preghiera? Chiacchierare è come pregare o no? No! Chiacchierare è una cosa cattiva, Mai si deve fare. (...) Avanti così. Allora buon cammino, sempre uniti a Gesù".

A confermare la sua profonda attenzione alla persona, la scelta di Papa Francesco, a conclusione dell'udienza, di incontrare personalmente tutti i bambini e i ragazzi, fermandosi in dialogo - pur breve - con ciascuno.

Leggi qui il messaggio d'auguri dell'ACR a Papa Francesco. 

Scarica qui il jingle di Natale dell'ACR 2013 - Non c'è Gioia senza te che i ragazzi dell'ACR hanno cantato a Papa Francesco.