Chiamati al servizio dei piccoli guardando al bene comune

di Davide De Amicis

Arte, Vangelo e bene comune. Questi gli ingredienti dell’itinerario di arte e riflessione che i 700 partecipanti al Convegno nazionale degli educatori Acr, dal tema “Chiamati a scoprire il sapore”, hanno vissuto oggi pomeriggio, divisi in gruppi, visitando alcune chiese e basiliche romane, ognuna delle quali abbinate ad un tema d’impegno socio-politico sviluppato in un mini convegno: San Luigi de’ Francesi con il suo Trittico di Caravaggio e la riflessione sul servizio dei piccoli attraverso la prossimità nel dolore, Santa Croce in Gerusalemme con il racconto della vera storia della croce (ricordando Antonietta Meo che qui riposa) e la riflessione sul servizio dei piccoli attraverso la presenza dei poveri, Santa Maria Maggiore con il mosaico dell’annunciazione e la riflessione sul servizio dei piccoli attraverso l’impegno politico e San Paolo fuori le mura con l’Arco di Galla Placidia e il transetto, riflettendo sul servizio dei piccoli attraverso il lavoro.

Un’esperienza che ha appagato gli occhi degli educatori con i capolavori dell’architettura e dell’arte sacra, nutrendone lo spirito grazie alla meditazione di offerta da un brano biblico per ogni singolo ambito di riflessione. A questi ultimi, nella seconda parte, è stata legata la visita di realtà concrete che operano a favore della collettività. Per quanto concerne la prossimità nel dolore, gli educatori hanno visitato l’Ospedale Bambino Gesù, accompagnati da Pietro Merli e don Luigi Zucaro. Un tema, quello del dolore e del dolore innocente, non facile da accettare e metabolizzare: «A volte – osserva Merli, calandosi nelle vesti e nei pensieri del malato – emerge la tentazione di pensare che Dio sbagli o sia cattivo. È importante invece chiedersi “Perché hai messo questo nella mia storia?”.  È possibile aiutare testimoniando, la sofferenza è un mistero grande, ma non bisogna perdere la speranza».

I partecipanti al mini convegno sulla presenza dei poveri, hanno invece concretizzato la riflessione con la visita alla Cittadella della carità, accompagnati dal direttore della Caritas diocesana di Roma don Benoni Ambarus e Simone Iannone. Una grande realtà animata anche dalla forza di tanti operatori e di altrettanti volontari, perché tutti sono chiamati alla carità: «Tutti siamo operatori della carità – conferma don Ambarus -. Chiunque vive l'amore ricevuto è operatore della carità, perché mette al centro quell'amore e ne fa testimonianza. La più grande povertà oggi è la solitudine. La funzione pedagogica della carità è favorire l'incontro e il sostegno reciproco».

Gli educatori che hanno invece riflettuto sull’impegno politico, hanno visitato il Palazzo della cooperazione di Confcooperative guidati da Dario Maresca, consigliere comunale di Ferrara, già vice presidente diocesano e consigliere nazionale del Settore Giovani: «La politica va intesa in senso ampio – osserva -, guardando al bene comune come parte integrante del cammino degli educatori. Come dice Papa Francesco, la politica con la “P” maiuscola deve entrare nell’Acr, nella formazione degli educatori, affinché formino dei ragazzi che sappiano guardare a cosa accade nel territorio in cui vivono. Un appello, in particolare, va ai giovani perché possano interessarsi alla politica locale, pensando ad un loro possibile impegno diretto».

Gli educatori che hanno approfondito il tema del servizio ai piccoli attraverso il lavoro, hanno infine incontrato Padre Antonio Teodoro Lucente al Pontificio Oratorio San Paolo: «Per essere educatori credenti – conclude il religioso -, bisogna sviluppare la capacità di lavorare insieme, è il “noi che fa la differenza”».