Dall'entusiasmo. Ri-partiamo insieme da qui

Luca Marcelli

Cari amici,

con queste poche righe vorrei anzitutto che il mio saluto, con quello dei consiglieri nazionali Acr e dell’Ufficio centrale, giunga a voi e a ciascuno dei bambini e dei ragazzi delle vostre diocesi e regioni che accompagnate con vero entusiasmo.

E’ stata per tutti noi un’estate ricca di entusiasmo. Dall’entusiasmo bisogna ri-partire sempre e, a maggior ragione,all’inizio di un nuovo triennio. Da dove viene l’entusiasmo? L’entusiasmo non viene dai numeri, né dalla riuscita delle nostre iniziative; non ha a che fare con la gratificazione né con la presunzione di essere importanti per i ragazzi. Potremmo dire che l’entusiasmo affonda le radici non sulla terra, ma nel Cielo (letteralmente è avere “Dio dentro”) e trova il suo fine se fruttificanon verso il cielo, ma verso la terra, incarnandosi in una vita buona. Chi educa accoglie la sfida ad abitare questo orizzonte. La nostra passione educativa scaturisce «dall’incontro personale con l’amore di Gesù che ci salva» (Evangelii Gaudium, 264):l’esperienza di questo amore è la sorgente dell’entusiasmo evangelico, il solo a non affievolirsi. Per questo il nostro è un ri-partire: la gioia dell’evangelizzazione non conosce soste e ha davanti a sé sempre una nuova missione. L’entusiasmo si alimenta nell’esperienza missionaria della Chiesa, cresce donandosi, intessendo relazioni, condividendo la bellezza del Vangelo. Non è mai qualcosa che investe un singolo, un eletto, un eroe: è un fatto prettamente comunitario. Questa è la specificità del cammino che sperimentiamo da giovani e da adulti di Azione Cattolica, questa è anche la missione che abbiamo accolto come educatori. Ri-partiamo allora con i piedi ben piantati in Cielo e il cuore saldamente ancorato alla terra, alle domande di vita buona dei bambini e dei ragazzi che facciamo nostre insieme all’associazione e a tutto il popolo di Dio. Il Signore ci ha indicato il cuore dei piccoli quale chiave d’accesso al suo Regno, li ha desiderati vicini a sé, ne ha accolto, benedetto e moltiplicato il dono senza riserve. Ri-partiamo dall’entusiasmo, insieme, nella consapevolezza che essere vicini ai piccoli è un privilegio perché significa essere vicini al Signore. Quale gioia più grande?

La bellezza che c’è in ogni inizio

Accompagnare i piccoli alla scoperta dell’amico Gesù è sì una grande occasione ma è anche una grande responsabilità: a casa, in parrocchia, in diocesi, in Centro nazionale, sempre. Non ci si sente mai pronti per una responsabilità educativa perché, qualunque essa sia, non risponde mai ai criteri di causa-effetto, anzi demolisce dalle fondamenta l’idea di poter replicare il già fatto. Ogni responsabilità comporta l’affrontare molte “prime volte”. C’è una bellezza unica ed imprevedibile, in “questi inizi”: è la bellezza della libertà di fare il bene lasciando che il bene agisca attraverso di noi, facendo spazio all’eterna novità del Vangelo. Spiazza e spaventa questa responsabilità perché chiede una risposta non su ciò che sappiamo ma su ciò che amiamo. Ecco perché la responsabilità esige coraggio. Non si tratta però di quel coraggio che si riempie dell’io. E’ il coraggio invece di un noi “inclusivo”, il coraggio di affidarsi, di porsi in ascolto dell’altro e di Dio, di camminare insieme su strade che non conosceremo mai con anticipo. Se cammineremo insieme, ragazzi, giovani, adulti, chi o cosa potrà intimorirci?

Non resta che augurarvi tutto il bene possibile per i ragazzi che si apprestano a cominciare il cammino di quest’anno.

Luca Marcelli

Responsabile nazionale Acr