Le prime lettere per diventare liberi

Alfabetizzazione

di Anna Teresa Borrelli* - L’Unesco, da oltre quarant’anni, promuove e organizza la Giornata internazionale dell’Alfabetizzazione, un’occasione unica per fare il punto sulla questione tra i diversi Paesi del Mondo e tenere sempre accesi i riflettori su una delle problematiche principali, insieme all’alimentazione e alla salute, per promuovere un livello alto di civiltà e di partecipazione di tutti alla vita del mondo, specie dei più piccoli, considerando l’alfabetizzazione un vero e proprio processo di liberazione dell’individuo e dello sviluppo pieno della sua identità.

Il tema dell’alfabetizzazione e dell’istruzione rappresenta una sfida unica per i paesi poveri e i paesi in via di sviluppo, per la formazione dei cittadini, per la loro effettiva partecipazione alla vita pubblica, per il rafforzamento delle democrazie, dove presente, e per sviluppare un concetto di società più giusta e più attenta alle disuguaglianze, dove questo è ancora lontano. Rappresenta una sfida anche per i nostri paesi, democratici e sviluppati (almeno per quel che concerne il Pil!) per non abbassare mai la guardia sui temi della partecipazione, dell’uguaglianza, dell’attenzione ai più deboli, della complessità, poiché stare oggi al mondo significa crescere nella consapevolezza che ogni problema e ogni questione esige un pensiero complesso e organico, una capacità critica importante, funzioni che possono essere sviluppate solo grazie ad un’attenzione rinnovata all’istruzione, all’alfabetizzazione, e alla loro diffusione capillare.

La nostra Costituzione, la Dichiarazioni Universale dei Diritti dell’Uomo, la Convenzione sui diritti del fanciullo, sanciscono senza se e senza ma la centralità del Diritto all’Istruzione. Ogni paese è chiamato ad attualizzare questo diritto e a declinarlo secondo le specifiche condizioni del proprio popolo. Ogni paese è chiamato a questa sfida. Il nostro Paese ha diverse questioni aperte sul tema. La dispersione scolastica, che in alcune zone raggiunge livelli non accettabili, la qualità dei nostri sistemi di apprendimento nei diversi ordini e gradi, gli investimenti sul complesso sistema dell’istruzione e le priorità che lo stesso deve porsi, la debolezza dell’opinione pubblica, che va costantemente spronata, formata, interrogata, coinvolta, perché la democrazia sia vera e piena.

L’alfabetizzazione rappresenta una sfida anche per costruire la Pace e costruire società più giuste e “sostenibili”. La sfida è lanciata dalla Giornata Internazionale che si celebra oggi, per ricordarci che alfabetizzare significa istruire, formare, educare, sviluppare competenze di pensiero sempre più complesse e sempre più in grado di abituarsi al dialogo, al confronto, alla dialettica, senza sfociare nel conflitto, nella lotta di potere, nell’abuso dello stesso. È una sfida lenta e lunga, in cui l’Azione Cattolica crede fermamente e in cui l’Acr partecipa in prima persona, con il sostegno a numerose iniziative, nel corso degli ultimi anni, che avevano tra le loro priorità proprio la promozione dell’alfabetizzazione in diverse aree del mondo (Africa sub sahariana, America Latina).

Questa giornata ricorda a noi adulti il ruolo centrale che giochiamo nella sfida dell’alfabetizzazione. Lo sanno bene gli insegnanti, gli educatori, i formatori, a cui oggi corre il nostro pensiero e il nostro invito a continuare a nutrire con entusiasmo la sfida quotidiana che vivono con i più piccoli in giro per il Paese.

Accettiamo volentieri di continuare a giocare un ruolo da protagonisti, facendo nostro l’invito della Giornata.

*Responsabile nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi