Antonietta Meo

Roma, 1930: il 15 dicembre nasce Antonietta, Nennolina per gli amici. È una bambina allegra e vivace. A 4 anni, mentre ancora frequenta l'asilo, viene iscritta alla sezione "Piccolissime" ed è felicissima di appartenere alla grande famiglia dell'Azione Cattolica. Indossa sempre e con fierezza il distintivo e ogni tanto chiede di vedere la tessera per ammirarla. Quando arrivano i giornali poi, racconta la madre, se li fa leggere e rileggere e ne impara a memoria le figure. Nel gennaio del 1936, anche senza l'età... giusta, viene iscritta tra le "Beniamine", essendo stata ammessa a ricevere la Prima Comunione. Antonietta cresce spensierata e amata dai genitori e dalla sorella maggiore Margherita, finché nella primavera del 1936 le viene scoperta una grave malattia, un tumore. I medici non hanno scelta: bisogna amputare la gamba sinistra o Antonietta rischia di morire. Viene operata ad aprile. Dopo l'operazione indossa un apparecchio ortopedico per poter camminare; è scomodo ma lei non si perde d'animo. Continua ad andare a scuola, a giocare con le amiche, e quando è in chiesa si sforza addirittura per inginocchiarsi e pregare. Non perde mai la sua vivacità affronta tutto con calma e serenità, non si lamenta mai e, nonostante la malattia, è sempre allegra e disponibile con tutti. Il 29 novembre 1936 fa la sua prima Confessione e nella notte di Natale riceve con tanto desiderio la prima Comunione. Purtroppo la malattia non l'abbandona. Nennolina non riesce a lottare fisicamente contro di essa e il suo desiderio più grande è andare in Paradiso per incontrare Gesù. Il 3 luglio del 1937 Antonietta muore accanto ai suoi genitori, con il sorriso sulle labbra e il dolce visino disteso e liberato dal dolore.